Luciano

Cantautore, musicista e produttore, Jepther Washington McClymont è stato considerato come il “re del conscious reggae” per oltre due decadi. Nato in Giamaica, a Davyton, nella parrocchia di Mandeville, l'artista è stato fin da subito influenzato dalle icone del reggae come Bob Marley e Dennis Brown. Da giovane è stato subito catturato dal messaggio positivo del “One Love Movement”. Soprannominato “LUCIANO” per il confronto con la voce della leggenda dell’opera, Luciano Pavarotti, è famoso per la sua impeccabile inflessione, il tono, l’estensione e l’intonazione. 

All’inizio del 1993, Luciano collaborò con il “reggae ambassador” Freddie McGregor e la sua etichetta “Big Ship Music”, scalando le classifiche inglesi con la cover della hit di Cheryl Lynn “Shake it up tonight”.

Mentre il singolo raggiungeva la vetta, il suo nome si diffuse a macchia d'olio tra i migliori produttori del reggae, tra cui Phillip "Fattis” Burrell, con il quale collaborò e pubblicò il singolo "Moving Up", acclamato dalla critica, su etichetta Xterminator tramite VP Records.

Non passò molto tempo prima che Chris Blackwell (fondatore di Island Records, e noto in tutto il mondo per aver rappresentato artisti del calibro di Bob Marley e U2) se ne rendè conto e lo scritturò subito per Island tramite Mango Records. Il suo album del 1995, “Where there is life”, ha attraversato il globo con una serie di successi numero uno come “It’s me again, Jah”, "Lord Give Me Strength”, "Your World and Mine" e "Who Could It Be", posizionandolo fin da subito in cima agli artisti “reggae conscious” dell’epoca.

Versatile sotto tanti aspetti, il talento canoro di Luciano lo spinge a passare dalla dancehall al roots & culture, o dall’ R&B alla Disco, o al Blues, persino al Country o al Western. 

Spesso, quando gli viene chiesto come abbia fatto a registrare così tante canzoni, la sua risposta è sempre: "come puoi impedire ad un uccello di cantare?” 

Autodidatta, il fatto che lui sapesse suonare anche altri strumenti, come la chitarra, il flauto e il pianoforte, rimarca fortemente la sua musicalità.

Ebbe la fortuna di girare il mondo in lungo e in largo fin dall’inizio, pertanto riuscì a portare fin da subito lo spettacolo ad altissimi livelli, con salti e acrobazie, ingressi animati dalle quinte, improvvisazioni strumentali e inediti. 

Il messaggio d’amore, la voglia di elevare gli spiriti e dare energia ai numerosi fan provenienti da Giappone, Africa, Australia, Regno Unito, Caraibi, Europa e Stati Uniti, fanno impegnare Luciano con il proprio pubblico come nessun altro, guadagnandosi così il titolo venerato di “Messenjah”.

Da buon discografico prolifico, ha pubblicato e collaborato su oltre 40 album fino ad oggi.

Durante la sua carriera ricevette anche notevoli e ulteriori onorificenze, come le chiavi della città di Kansas City nel 1999, il conferimento dell Ordine di Distinzione nel 2007, per l’eccezionale rappresentazione della Giamaica nel mercato dell’intrattenimento mondiale, mentre nel 2014, in Olanda, guidò la Royal Philharmonic Orchestra in un’esibizione dal vivo e, come se non bastasse, nel 2015 venne istituito il “Luciano Day” ad Hartford, nel Connecticut, mentre nel 2002 e nel 2016 raggiunse le nomination ai Grammy Award come miglior album reggae. 

Nel 2018 è uscito l’attesissimo album intitolato “In the name of love”, cosparso dai tanti sapori del “Messenjah” che lo stanno già portando ad espandere la sua base di fan in nuovi territori e nuove frontiere della black music.