'Fiamme' è il nuovo singolo di Bluem: gli elementi della natura e la linea di synth tra elaborazione musicale e contrasti

Una base liquida come le acque di un fiume che scorrono impetuose e sulla quale fluisce il racconto un rapporto che cambia, di una relazione che muta. Fiamme è il nuovo singolo di BLUEM, in uscita giovedì 18 novembre per Peermusic Italy. Dopo il brillante esordio di Notte, disco che ha raccolto ottimi riscontri di pubblico e critica, la cantautrice e produttrice sarda di base a Londra Chiara Floris torna con un nuovo brano nel suo stile sempre più riconoscibile: minimale e raffinato, intenso ed evocativo.
Interamente scritta e prodotta da BLUEM, Fiamme si muove su sonorità care ad artiste come oklou e Caroline Polachek, confermando la vocazione internazionale e contemporanea del progetto.

La canzone parla di due persone che crescono in direzioni diverse. Non parla dell’essere opposti, ma del diventarlo, racconta BLUEM. All’interno del brano, sia da un punto di vista sonoro che tramite le parole, si portano aspetti che ricordano il fuoco e aspetti che ricordano l’acqua. Evidenziare il contrasto e riconoscerlo in quanto qualcosa che può avvenire fra due persone ma anche solo in noi stessi. Diventare l’opposto di ciò che si è stati a volte è guarire.

 

A livello musicale, protagonista è una linea di synth, che è stata la primissima cosa composta del brano, che rimane più discreta e filtrata nelle strofe per poi aprirsi nei ritornelli. A questa si aggiungono batterie e due bassi, costruiti tra giochi di high pitch\low pitch e armonie, e sample tratti da elementi della natura, che vanno anche a costituire le percussioni dell’outro. Le voci sono state tutte registrate con il TC Helicon Perform-VE utilizzato nei live del tour di Notte, e in questo senso la produzione è stata ispirata dal live show.

Come sempre, accanto all’aspetto musicale BLUEM sviluppa un importante lavoro visivo. L’immagine della cover, scattata in Finlandia da Jasmine Färling (che ha lavorato con l’artista anche nel progetto fotografico legato a Notte) prende infatti ispirazione dal dipinto “Lemminkäisen äiti / La madre di Lemminkäinen” (1897) del pittore finlandese Akseli Gallen-Kallela.

I quadri di Gallen-Kallela erano spesso ispirati dalla campagna finlandese, dalla natura e dalla vita quotidiana e, successivamente dal poema epico nazionale “Kalevala” (1985) di Elias Lönnrot, una raccolta di mitologia e folklore in forma di poesia, uno delle opere più importanti della letteratura finlandese, racconta  Färling. “La Madre di Lemminkäinen” raffigura uno delle poesie di “Kalevala”. Nella storia, il dio Lemminkäinen muore dopo aver cercato di uccidere il cigno di Tuonela – il reame dei morti nella mitologia ugro-finnica, paragonabile all’Ade greco -. Sua madre, una volta saputo questo, cerca di farlo rivivere rimettendo insieme i pezzi del suo corpo, e riceve un barlume di speranza nella forma di raggi solari che penetrano l’oscurità di Tuonela. Un’ape porta un balsamo di vita, e miracolosamente Lemminkäinen è di nuovo vivo.

Come la canzone, l’immagine evoca uno spirito di rinascita e di trasformazione, avvolto in un’atmosfera eterea e ricca di suggestioni. Una lotta, un contrasto infine risolto tra vita e morte, proprio come quello tra fuoco e acqua che guida l’anima di Fiamme.