Africa Unite

Africa Unite



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Website: www.africaunite.com


Agente: Alessandro Ceccarelli

E-mail: cecca@bpmconcerti.com

Contatto per booking: Roberto de Luca

E-mail: r.deluca@tridentmusic.it

BIO

Nel 1981, immediatamente dopo la prematura scomparsa di Bob Marley, Bunna e Madaski formano gli Africa Unite, cominciando il percorso che oggi li ha portati a diventare il gruppo più longevo e rappresentativo del reggae made in Italy. Il debutto discografico avviene nel 1987 con Mjekrari a cui fa seguito l’Ep Llaka grazie ai quali gli A.U. collettano un buon numero di live in giro per l’Italia. Nel 1991 pubblicano People Pie che contribuisce ulteriormente ad aumentare la loro popolarità. Nello stesso anno vengono chiamati ad aprire il concerto di Gregory Isaac a Negril, in Giamaica.

Gli anni ’90 sono gli anni del fermento culturale e musicale, dell’esplosione creativa nata e cresciuta nelle occupazioni e nei movimenti di controcultura, in questo contesto prende forma il disco, che nel 1993 esce per la Vox Pop, Babilonia e Poesia, un album cantato quasi interamente in italiano che si confermerà un disco cruciale per il futuro del gruppo. Nell’immediato si vedono moltiplicare i concerti in Italia ed inoltre la distribuzione in Olanda, Belgio e Francia, fa sì che gli Africa vengano invitati ad una serie di festival in giro per l’Europa. In seguito saranno chiamati al Festival di Babilonia in Iraq e a partecipare a due concerti in Palestina. Un Sole Che Brucia del 1995, ottiene un inaspettato successo di critica e pubblico che aprirà la strada per la futura collaborazione con Polygram/Mercury con la quale gli Africa pubblicheranno l’anno successivo il live In Diretta Dal Sole. Il 1997 è l’anno de Il Gioco attraverso il quale la band esplora e mescola tutte le più moderne tendenze musicali mitteleuropee distaccandosi dallo stereotipo reggae per avvicinarsi al drum’n’bass, al funk, passando per l’ r’n’b. Undici tracce che, nell’edizione dub, uscita solo in vinile, si pregiano dell’intervento di Mad Professor, in qualità di Dub Master.

Il ritorno alla tradizione è segnato da Vibra, pubblicato da Universal nel 2000. Il tour, questa volta, durerà quasi due anni. Nel 2001, in occasione del ventennale della morte di Marley, la band pubblica l’album tributo “20”, nel quale propone una selezione di brani di Robert Nesta Marley rivisitati in perfetto stile Africa. Mentre Fuori Piove esce nel 2003 e segna il ritorno della band all’autoproduzione, avvalendosi della collaborazione di Venus, per la distribuzione del disco. Suoni raffinati, arrangiamenti curati e liriche intense sono gli elementi distintivi di questo lavoro. O, pubblicato l’anno successivo, è una raccolta di brani dal vivo a cui viene abbinato un Dvd, 160 minuti di ritmo in levare, musica, immagini e i viaggi in Giamaica, Iraq, Olanda, Palestina oltre ad alcune pillole di backstage. Nel 2006 arriva Controlli, un perfetto mix tra dub, reggae e spunti di elettronica, con due ospiti d’eccezione: Natasja, talentuosa artista danese, prematuramente scomparsa, e Raiz. A seguire in 4 Riddims for Unity gli Africa Unite ospitano la scena Reggae italiana e nomi stranieri d'eccellenza come Kymani Marley, Princess Julianna, Sergent Garcia, a cantare su quattro basi estratte dall'album ControlliBiografica Unite esce nel 2008 in co-produzione con Universal. Un prestigioso cofanetto monografico contente due Cd e un Dvd. Nell’estate del 2009 la band realizza venti concerti tra Italia, Spagna con una puntata a Los Angeles. Nel 2010 con Roots si recuperano le sonorità più ortodosse e calde del genere che, con il dub e la poetry, hanno rappresentato i modelli di ispirazione originaria.

Dopo diciassette album, nel 2011 viene pubblicata Trent'anni in Levare, prima biografia ufficiale edita da Chinaski Edizioni. Lo stesso anno li vede protagonisti di un tour che ha toccato le principali capitali europee ottenendo ampi consensi di critica e pubblico. A vent’anni esatti dal tour del 1993, Babilonia e Poesia, la band ricostituisce la formazione originale, tecnici compresi, e torna a calcare i palchi della Penisola riproponendo lo stesso repertorio e sound. Ad aprile 2015 esce Il Punto di Partenza: lavoro di Africa Unite completamente autoprodotto e disponibile in free download sul sito della band. Un disco che abbraccia il genere con episodi di sperimentazione e temi orchestrali magistralmente condotti. La musica quale strumento di comunicazione per raccontare la storia che gli Africa hanno vissuto sulla propria pelle dalle origini ad oggi, attraverso la propria lente. Una profonda analisi del tempo che stiamo vivendo, scalfito dalle contraddizioni e attraversato dai cambiamenti, con il conseguente bisogno di affermare il proprio punto di vista lucido e coerente. Con Il Punto di Partenza, scaricato da più di settantamila persone, la band si aggiudica due nomination per la Targa Tenco nelle sezioni “album dell’anno” e “canzone singola”. L’album in questione è stato anticipato dal singolo L’esercito con gli Occhiali a Specchio, libera interpretazione di Madaski su un testo di Quit the Doner (Quititaly, l’Italia come non la raccontereste ai vostri figli. 2014 Indiana Editore). Successivamente escono altri due singoli Pure Music Today feat. Raphael e La Teoria. Nel 2018 gli Africa Unite, insieme ad Architorti e alla compagnia di danza modenese MMCDC, sono impegnati a portare in giro per i teatri italiani lo spettacolo multimediale Offline in tempo reale, dove la materia musicale è fornita dalle canzoni di Africa Unite in un’elaborazione per quintetto d’archi (a cura di Architorti) e per elettronica applicata. E’ proprio Offline ad ispirare la scrittura del nuovo album In tempo reale (2019) e della sua versione Live in tiratura limitata su vinile.

A maggio 2021 esce People Pie (2021) remake dell’album pubblicato nel 1991 e Forty-One Bullets, nuovo singolo ispirato all’omicidio Amadou Diallo.

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